Ritorno a casa
Teatro Storchi – Modena
A proposito di questo spettacolo
Massimo Popolizio dirige e interpreta una delle opere più graffianti di Harold Pinter esplorando con ironia e cinismo i conflitti, i segreti e le tensioni nelle dinamiche familiari.
Massimo Popolizio – attore e regista tra i maggiori del panorama teatrale italiano – dirige e interpreta uno dei capolavori più crudeli e spiazzanti di Harold Pinter. Con uno stile cinematografico e rigoroso accompagna un cast d’eccezione in una performance intensa e irresistibile. Cinismo e humor nero si intrecciano in un racconto che sovverte le tradizionali logiche di potere. L’opera è ambientata in una casa operaia alla periferia di Londra, dove convivono Max, ex macellaio frequentatore di ippodromi, i suoi due figli Lenny e Joey e lo zio Sam: un contesto casalingo e claustrofobico, in cui le liti sono all’ordine del giorno. La tensione cresce con il ritorno di Teddy, il figlio maggiore, che dopo sei anni in America torna a casa con la moglie Ruth. Unica figura femminile in un ambiente dominato dagli uomini, Ruth accende desideri e innesca dinamiche di conflitto, trasformando la sua apparente fragilità in una strategia di controllo e potere. La sua presenza ribalterà gli equilibri mettendo a nudo le tensioni più profonde del nucleo familiare.
Durata: 1 ora e 40 minuti
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In occasione dello spettacolo a Modena
–venerdì 30 gennaio alle ore 18.00 presso il Ridotto del Teatro Storchi, incontro con la compagnia
modera Angela Albanese – docente di Letterature comparate Università di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali
nell’ambito dei CONVERSANDO DI TEATRO
–domenica 1 febbraio alle ore 16.00 la replica sarà audiodescritta per gli spettatori non vedenti e ipovedenti, grazie alla collaborazione con Centro Diego Fabbri di Forlì, nell’ambito del Progetto Teatro No Limits.
Dati artistici
scene Maurizio Balò
costumi Gianluca Sbicca e Antonio Marras
luci Luigi Biondi
suono Alessandro Saviozzi
produzione Compagnia Orsini, Piccolo Teatro di Milano, Fondazione Teatro di Roma
in collaborazione con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano
foto di Claudia Pajewski