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Robinson and Friday

Teatro Dadà

A proposito di questo spettacolo

Un naufrago, Robinson, si ritrova su un’isola sconosciuta in balia della propria solitudine, costretto a sopravvivere. Inaspettata è la comparsa del selvaggio Friday. É un incontro storico, imprevedibile e travolgente come lo è la vita. E, su un’isola deserta sperduta come una stella, le culture di Robinson e Friday, così distanti, vengono a contatto tra mille difficoltà. Il rapporto tra i due è in perenne bilico tra solitudine e amicizia. Soli sull’isola, alla fine arriverà la liberazione. Ma come li troverà? A trecento anni dalla pubblicazione di Robinson Crusoe (1719), lo spettacolo ripropone le stesse tematiche del romanzo di Defoe. Il rapporto dell’uomo col proprio destino, l’inestinguibile sete d’avventura che è propria dell’uomo giovane e aperto alla vita. Ma l’avventura più affascinante e pericolosa è conoscere se stessi. Il rapporto con il “primitivo” Friday fa parte di questa avventura. Ne nasce un conflitto dovuto alla diversità linguistica e culturale dei due. L’altro, come non mai, diventa un problema seriamente, banalmente, comicamente quotidiano. Il tutto narrato dai due personaggi in una forma divertente e divertita, che li fa avvicinare a due clowns o a due commedianti dell’arte. Uno dei più importanti meccanismi del comico è la sproporzione tra mezzi e fini, intenzioni e fatti, individui e ambiente. Robinson e Friday vivono pienamente questa condizione e questo non può sfuggire alla comicità. Il tema principale dello spettacolo è senz’altro l’incontro tra due culture, due età, due religioni, due visioni della vita diverse, quasi costrette al confronto da una situazione limite (l’isola). Anche la lingua (l’inglese corretto e impeccabile del giovane Robinson contro lo slang del vecchio Friday) contribuisce a rendere l’incontro tra i due una vera e propria avventura.

Tecnica utilizzata: teatro d’attore in lingua inglese
Fascia d’età: 9-14 anni
Durata: 60 minuti

Dati artistici

di Gianpiero Pizzol
iberamente tratto da Robinson Crusoe" di Daniel Defoe
traduzione in inglese Teresa Maria Rossi
regia Piero Lenardon

con Lee White e Carlo Rossi
produzione Teatro Gioco Vita