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Il gatto con gli stivali

Teatro Dadà

A proposito di questo spettacolo

Tecnica utilizzata: teatro d’attore e di figura
Fascia d’età: 3-7 anni
Durata: 50 minuti

Un mugnaio, ormai vecchio, decide di lasciare mulino e asino ai due figli maggiori, e al più piccolo, non avendo altro, lascia il gatto che si rivelerà subito un gatto molto speciale perché capisce, parla e ragiona. Eccome se ragiona! Soltanto con un sacco di farina vuoto e un paio di stivali renderà il giovane mugnaio proprietario di un castello e sposo di una principessa!
Su una pedana inclinata che all’inizio è un mulino con pale a vento, e poi castello, campi coltivati, giardini fioriti, si aprono piccole botole che svelano paesaggi inattesi. I due artisti in scena, alternando i ruoli di attori, narratori e animatori e accompagnati da musiche completamente originali e dai magnifici oggetti di scena di Marcello Chiarenza, rappresentano la storia in modo dolce e delicato, con situazioni comiche, piccole gag e momenti di stupore. La scena si trasforma continuamente, rivelando il forno acceso in cui il pane cuoce lentamente, il fiume in cui il protagonista cade e fa il bagno, lo stagno nel giardino della principessa che si fa specchio per gli sguardi dei due innamorati e, naturalmente, il terribile orco signore del castello.
Questa fiaba classica, nata nel 1500 napoletano del Basile e riproposta in diverse versioni anche da Perrault e dai Fratelli Grimm, è giunta fino a noi senza mai sbiadire il proprio forte ascendente sull’immaginario dei bambini di tutto il mondo. Un racconto picaresco in cui un giovane sfortunato la spunta sui ricchi e i potenti, ma anche una vicenda che suggerisce come la parte animale e istintiva che alberga in ognuno di noi abbia il potere di stupire, di emergere nei momenti di difficoltà e cambiare il corso della vita. Nello spettacolo, particolarmente forte è, inoltre, il rapporto di amicizia fra il protagonista e il suo fidato amico animale, una relazione di intimità e fiducia che dona maggior sicurezza verso se stessi e un atteggiamento più positivo verso il mondo circostante.

Dati artistici

di Marcello Chiarenza
regia Claudio Casadio
con Maurizio Casali, Mariolina Coppola
musiche originali Carlo Cialdo Capelli
produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri